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Pallanuoto: la rimonta


By La Redazione - Posted on 17 April 2010

Torna la pallanuoto a Monterotondo dopo anni di forzata assenza dovuta alla ristrutturazione della piscina comunale. La società Acqua sport per tutti, terza nel campionato di serie D (Promozione), si appresta ad un finale di stagione in cui cercherà partita dopo partita di centrare il traguardo playoff

Sotto la guida del carismatico allenatore-giocatore Alessandro De Nino, atleta con un passato in serie A nelle Fiamme Oro, la compagine eretina è una squadra giovane, capace di affrontare alla pari le altre società del Lazio.
«Da questo anno siamo tornati a giocare in casa - spiega De Nino - il fattore campo è una variabile fondamentale. Anche sotto il profilo dell’allenamento, una piscina olimpionica, incide sicuramente nella qualità della preparazione atletica».
Un anno fondamentale per la società volto al rodaggio dei meccanismi di gioco e ad affermare la sua presenza inserendosi a pieno titolo nell’amplio ventaglio delle realtà sportive di Monterotondo. Una stagione agonistica , però, non priva di soddisfazioni e che potrebbe riservare ancora delle sorprese. Se la giovanile under 20 naviga in una posizione di bassa classifica, la prima squadra, trascinata dallo stesso De Nino e dall’altro attaccante Giovannelli, spera in una rimonta forse impossibile, ma che avrebbe il sapore di serie C dopo due anni consecutivi di mancato approdo alle finali del torneo.
«Siamo una squadra giovane, con molti under 20 - spiega De Nino - due anni fa , per salvaguardare i settori giovanili, è stato introdotto un limite nella serie C e D che permette di schierare come fuori quota rispettivamente tre e due giocatori nati prima dell’80‘. È nostra intenzione, infatti, potenziare il settore giovanile e promuovere anche la pallanuoto femminile».
De Nino, dal lato della sua esperienza che lo ha visto a giocare con giocatori del calibro di Alessandro e Roberto Calcaterra e Fabio Bencivenga, azzurri del settebello, termina il suo discorso con una riflessione su cosa sia cambiato o meno negli ultimi quindici anni di questo sport. «Tatticamente il gioco si basa sempre sulla boa (il centravanti) - spiega l’allenatore - il giocatore continuamente marcato dall’avversario che ha come compito quello di far prendere posizione alla squadra e le espulsioni ai propri avversari. I cambiamenti , invece, sono visibili sotto il profilo atletico: l’introduzione della palestra come complementare dell’allenamento, ha trasformato questo sport già faticoso, in una attività molto più fisica non solo nelle massime competizioni ma anche nei tornei minori. In questi anni è cambiato anche il bacino di provenienza dei giocatori di pallanuoto non più composto in larga parte da ex-nuotatori. Ora si cerca di avviare presto i ragazzi a questo sport. Spesso, infatti, gli atleti con lunghi trascorsi nel nuoto, hanno una tecnica di bracciata nello stile libero lunga, non adatta a uno sport di scatti come la pallanuoto».
di Fabio Brandoni
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Ottica Guerrieri

 

 

 

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